Fork me on GitHub
con Valerio Galano

Il podcast dove si ragiona da informatici

Un informatico risolve problemi, a volte anche usando il computer

Riflessioni e idee dal mondo del software

Episodio del podcast

Il cuggino (feat. Vita da informatici)

4 marzo 2021 Podcast Episodio 54 Stagione 1
Il cuggino (feat. Vita da informatici)

Descrizione

Tre ospiti d’eccezione per parlare di quella piaga informatica conosciuta come “cuggino”.

Con la partecipazione di Elisa Danese, Silvio Benvenuto e Paolo Centroni.

I link dell’episodio di oggi:
Vita da informatici - https://www.spreaker.com/show/vita-da-informatici

——————————————
Sito ufficiale di Pensieri in codice - https://pensieriincodice.it

Attrezzatura:
Shure Microfono Podcast USB MV7* - https://amzn.to/3862ZRf

Sostieni il progetto

Sostieni tramite Satispay
Sostieni tramite Revolut
Sostieni tramite PayPal
Sostieni utilizzando i link affiliati di Pensieri in codice: Amazon, Todoist, ProtonMail, ProtonVPN, Satispay

Partner

GrUSP (Codice sconto per tutti gli eventi: community_PIC)
Schrödinger Hat

Crediti

Montaggio - Daniele Galano - https://www.instagram.com/daniele_galano/
Voce intro - Costanza Martina Vitale
Musica - Kubbi - Up In My Jam
Musica - Light-foot - Moldy Lotion
Cover e trascrizione - Francesco Zubani

Mostra testo dell'episodio

Nascondi

Quella che segue è una trascrizione automatica dell'episodio.

Salve a tutti e ben ritrovati per un nuovo episodio di Pensieri in Codice. Oggi parliamo di una figura molto particolare del panorama informatico. Un personaggio che solitamente si annida tra le pieghe della mancanza di conoscenza e della superficialità con cui spesso vengono trattati temi collegati all’informatica e, più in generale, a tutte le varie specializzazioni. In effetti, non credo che abbia un vero e proprio nome ufficiale, anche perché non possiede un vero e proprio ruolo ben definito e riconosciuto. C’è chi lo chiama amico, chi nipote, oppure uno che conosco. Ma il nostro appellativo preferito, e tra poco capirete perché dico nostro, è cugino, scritto proprio così, con due G, come nella famosa canzone di Elio e le Storie Tese. Il motivo per cui penso che si debba parlare di questo tipo di personaggi, e ho quindi deciso di dedicargli una intera puntata di Pensieri in Codice, è che ritengo che queste siano figure molto dannose per il panorama informatico. Non tanto per i professionisti affermati che, bene o male, sapranno come gestirli quando necessario, quanto piuttosto per i giovani informatici che sono all’inizio della propria carriera e, oltre a ciò, anche perché odio l’idea dell’informatica che tanti non addetti ai lavori tendono a farsi a seguito di un incontro con una di queste nefaste figure. Per questo motivo ritengo che sia importante conoscere l’esistenza del cugino e saperlo riconoscere nel momento in cui lo si dovesse incontrare. In tal modo sarà possibile evitarlo o almeno essere consapevoli della situazione nella quale ci si sta andando a cacciare. Il cugino è quello che ne capisce, più ugia nel nome e più l’asserzione è una cazzata. In realtà costrui è un idraulico, un ingegnere, uno studente, un disoccupato, qualunque cosa, ma non un informatico. Ed ecco subito il punto focale della questione. Il cugino non è un informatico. Tutto però senza avere una vera e propria padronanza della materia, semplicemente prova e riprova finché qualcosa non sembra funzionare. Sottovalutando la competenza richiesta e avendo visto spesso l’apparente facilità di questo cugino, il cugino non è un informatico. Il cugino non è un informatico. Il cugino non è un informatico. Il cugino non è un informatico. Sottovalutando la competenza richiesta e avendo visto spesso l’apparente facilità con cui un professionista maneggia software o hardware, il cugino smanetta con sicurezza in campi e ambiti dove può facilmente fare danni, solitamente rendendosene conto troppo tardi. Tutto sommato quindi il cugino riesce a produrre un qualcosa. Peccato che la qualità del suo operato sia totalmente scadente. E soprattutto nel momento in cui si troverà a fronteggiare dei veri problemi informatici, questa persona non saprà come cavarsela e sarà subito pronta a scaricare le proprie colpe sugli altri. Tentando così di mettere in cattiva luce magari l’operato di un professionista, semplicemente per coprire la propria ignoranza. Ma allora verrebbe da chiedersi, visti tutti questi lati negativi, perché esiste questa figura? Principalmente perché la gente è taccagna e cerca di risparmiare qualche soldo ovunque capiti. E poi perché tanto i ragazzini sono bravi con i computer. A che serve chiamare un professionista se c’è mio cugino, mio nipote, l’amico che ne capisce? Molte persone infatti tendono a sottovalutare la complessità del lavoro di un informatico. Sia esso la riparazione o l’assemblaggio di un pc o di un server, l’installazione o la configurazione di un sistema operativo o la realizzazione di un sito web o di un software. D’altronde ancora oggi tanti associano il saper usare un computer alla conoscenza di uno qualsiasi degli aspetti dell’information technology. Ma come disse il matematico olandese Dijkstra L’informatica riguarda i computer non più di quanto l’astronomia riguarda i telescopi. Quindi sebbene una segretaria, un commercialista, un avvocato e tante altre professionalità simili trascorrano tantissimo tempo lavorando al computer, ciò non vuol dire che essi abbiano acquisito le competenze per risolvere problemi nel campo dell’informatica. Al massimo è ragionevole pensare che essi siano diventati molto bravi nell’utilizzo di quegli specifici software che hanno una qualche utilità nello svolgimento del loro lavoro. Ciò che non conosciamo ci fa paura, l’ignoto ci spaventa, ma anche il nemico peggiore smette di farci tremare se iniziamo a conoscerlo perché così facendo comprenderemo i suoi punti deboli o almeno capiremo come evitarlo. E poi dai, spesso il nemico è poco più di una mosca. Quelli che passano il tempo vivendo l’incubo della cuginanza hanno altri problemi su cui lavorare, inveire contro di loro e vederli come una minaccia non è la via giusta. I professionisti affermati del settore infatti non hanno la necessità di confrontarsi con il cugino. Solitamente essi hanno raggiunto un livello di professionalità molto più alto e quindi si muovono in altri ambiti, diciamo così, e soprattutto hanno maturato le capacità, la conoscenza e l’esperienza sufficienti a dimostrare l’eventuale cuginanza degli altri. Il problema colpisce dunque quelli un po’ meno esperti, magari i professionisti alle prime armi, per i quali invece il consiglio è semplicemente quello di impegnarsi a seguire la propria strada, la strada che si è scelta e che si sente più congeniale per sé. Studiare e lavorare sodo, sempre con umiltà, è sicuramente il modo migliore, prima di tutto per evitare di diventare a propria volta dei cugini, ed in secondo luogo per costruirsi a poco a poco la propria reputazione e la propria strategia anti-cugino. E qui viene il bello. Come già detto, non dobbiamo combattere lui, ma combattere la nostra voglia di combatterlo. Un cliente che si rivolge al cugino non è un cliente che un professionista desidera avere, perché non seguirebbe nessuna indicazione, le raccomandazioni finirebbero nell’oblio e lo stress non ripagherebbe il misero guadagno. È una lunga attesa sulla riva del fiume, ma prima o poi il cliente si accorgerà di essere stato cuginizzato, magari dopo qualche catastrofe, e noi saremo lì ad accoglierlo, con il nostro bel sistema di fatturazione elettronica pronto a sfornare file XML. Ovvio, non esiste una divisione netta. Le clientele possono anche sovrapporsi un pelo, il solo fatto che l’utente da cugino per risparmiare chiami lui anziché un professionista non basta a posizionarlo ad un estremo o ad un altro. Ma vogliamo combattere? Bene, come dei bravi maestri di scacchi, proviamo a pensare a come potrebbe andare a finire. Ovviamente potrebbe finire male. Finirebbe male se inizieremo ad inseguire il cugino, giocando secondo le sue regole. Finirebbe male se abbassassimo i nostri standard al livello del cugino, per abbassare i prezzi ed i costi ed i ricavi. I professionisti che si svendono sono la prima causa della rovina del mercato dal quale dipende il nostro mestiere. Finirebbe male se continueremo ad inseguire il tipico cliente del cugino, con il portafoglio gonfio ed il coso più lungo di tutti. Attenzione! Queste cose potrebbero essere solo millantate, ma privo della sensibilità per apprezzare la professionalità vera. Ma se muoviamo bene i nostri pedoni? Spostiamo l’alfiere in H6? Il cavallo in D5? Potrebbe finire bene. Potrebbe finire bene quando il cugino capirà che è un cugino e si darà da fare per inseguire i professionisti, abbassando la testa o l’ascella, che dir si voglia, e mettendosi a studiare, a lavorare sodo, per diventare egli stesso un professionista, o chissà, magari sparendo. Potrebbe finire bene quando, grazie alla perseveranza e la cazzimma, terremo alti i nostri standard di qualità ed in linea i prezzi. Finirà bene quando avremo la possibilità di scegliere i nostri clienti, lasciando perdere quelli che non hanno gli strumenti e i soldi per apprezzare un lavoro fatto bene. Quelli che si accontentano, lasciamoli nelle mani dei cugini, sono mal di pancia in meno. Perché i cugini, come quelli che si improvvisano, vanno e vengono di continuo, non durano. C’è molta speranza in queste parole, ma solo la perseveranza porterà i fatti. Infine, un ultimo avvertimento va dato ai clienti, a tutti coloro i quali dovrebbero rivolgersi ad un professionista, ad un’agenzia o ad una piccola azienda, ma decidono di affidarsi a quel conoscente, a quel parente, a quell’amico di un amico che promette di fare il lavoro per quattro spicci o addirittura gratis e in tempi irrealistici. Inizialmente vi sembrerà di aver fatto un affare, ma vi assicuro che con il passare del tempo e con il presentarsi di problemi veri, le soluzioni implementate da questi personaggi andranno completamente a rotoli, causandovi potenziali danni economici, ritardi nel vostro lavoro, ecc. Ho un cugino che quando ha un problema sul PC lo porta dal cugino, quello genio dell’informatica, che da buon cugino non gli chiede una lira. Morale, non perculate i cugini, perché essere cugino è solo questione di punti di vista. Bene, bene, bene. Innanzitutto un grazie di cuore ai ragazzi del podcast Vita da Informatici, Elisa Danese, Silvio Benvenuto e Paolo Centroni, per averci prestato la loro voce e le loro notevoli conoscenze sull’argomento dell’episodio di oggi. Se voi non avete mai ascoltato Vita da Informatici, correte a recuperare tutti gli episodi. Sono interessantissimi e divertentissimi. Trovate il link in descrizione. Poi, se vi è piaciuto l’episodio e in generale se vi piace Pensieri in Codice, condividetelo, fatelo conoscere ai vostri amici e parenti in modo da far crescere ancora di più la community. Vi ricordo che se volete discutere di argomenti legati all’informatica e al podcast, potete unirvi al gruppo Telegram che trovate in descrizione, dove siamo già più di 100. Per il resto direi che è tutto. Non mi resta altro da dirvi se non salutarvi e ricordarvi che un informatico risolve problemi a volte anche usando il computer.

Nascondi