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Riflessioni e idee dal mondo del software

Episodio del podcast

Informatica Vintage - Word Processor: dagli albori ai giorni nostri

9 ottobre 2019 Podcast Episodio 19 Stagione 1
Informatica Vintage - Word Processor: dagli albori ai giorni nostri

Descrizione

In questo secondo episodio della rubrica Informatica Vintage, scopriremo la storia di una tipologia di software tra quelli più utilizzati di sempre: i Word Processor.

Fonti:
https://www.facebook.com/italiandevelopers/posts/457846054708470

Festival del podcasting
https://festivaldelpodcasting.it/

ItalianDevelopers
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Crediti

Montaggio - Daniele Galano - https://www.instagram.com/daniele_galano/
Voce intro - Costanza Martina Vitale
Musica - Kubbi - Up In My Jam
Musica - Light-foot - Moldy Lotion
Cover e trascrizione - Francesco Zubani

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Quella che segue è una trascrizione automatica dell'episodio.

Pensieri in codice. Idee dal mondo del software a cura di Valerio Galano. Buongiorno a tutti e ben ritrovati per un nuovo episodio di Pensieri in codice, il podcast in cui parliamo di argomenti presi dal mondo del software, di internet e della programmazione. E’ passata quasi una settimana da quando ho registrato l’ultimo episodio, ma la voce invece di migliorare è peggiorata ancora un po’, ma non fa niente. Va bene così, ce la faremo andar bene, anche perché molto probabilmente l’episodio della prossima settimana non uscirà e quindi non volevo risultare assente per troppo tempo. Inoltre ci tenevo a ricordarvi l’appuntamento del 12 ottobre a Milano per il Festival del Podcasting, dove sarò presente anch’io insieme a tutta una serie di podcaster e appassionati di podcast. Sarà una gran bella occasione per incontrarci e stare un po’ insieme, quindi se vi va di partecipare trovate tutte le informazioni sul sito festivaldelpodcasting.it e potete unirvi al gruppo Telegram di Pensieri in Codice o scrivermi su Instagram per accordarci magari su come incontrarci lì. Infine vi ricordo che tutti i link che ho nominato e che nominerò nell’episodio li trovate in descrizione in modo da poterli consultare in modo più agevole. Ora però basta con le comunicazioni di servizio e iniziamo a parlare dell’argomento dell’episodio di oggi che, come avrete letto dal titolo, è parte della rubrica informatica vintage che tengo in collaborazione con la pagina Facebook Italian Developers. Ne approfitto quindi per ringraziare Andrea Chanot di Italian Developers per aver raccolto le informazioni e redatto il testo che sentirete letto nel prossimo blocco. In descrizione trovate anche il link al post Facebook corrispondente, mi raccomando andatelo a guardare anche perché ci sono varie immagini molto interessanti sull’argomento e non dimenticate di iscrivervi alla pagina Italian Developers. Ultimissima cosa prima di cominciare il testo che andrò a leggere è pienissimo di nomi di persone e di aziende straniere quindi mi scuso già in anticipo se sbaglierò qualche pronuncia. Andiamo quindi a parlare di word processor e cioè tutti quei software che ci permettono di scrivere e modificare una lettera o un documento. In pratica sono quei software che noi oggi conosciamo con il nome di Microsoft Word o Libre Office Writer ma quelli che utilizziamo noi oggi sono in realtà l’ultimo stadio di un processo evolutivo molto particolare e che sono sicuro vi sorprenderà. Un word processor è un programma o dispositivo che permette la modifica, la formattazione e l’elaborazione di un testo. I primi word processor erano dispositivi autonomi dedicati a tale funzione. Fortunatamente ora non abbiamo più bisogno di comprare un computer dedicato per svolgere questa attività. Gli attuali word processor infatti sono programmi di elaborazione e testo eseguiti su computer di uso generale. I word processor inoltre non nascono con l’informatica ma si sono sviluppati ed evoluti grazie a quelle che erano le esigenze degli scrittori per poi solo in seguito congiungersi con il mondo dei computer. La storia degli elaboratori di testo è la storia della graduale automazione riguardo agli aspetti fisici della scrittura e del perfezionamento della tecnologia per renderla disponibile alla società. Il termine word processor è entrato negli uffici americani nei primi anni 70 e si basava sull’idea di riorganizzare i dattilografi. Questo concetto si è poi pian piano trasformato ponendo l’attenzione sull’editing automatico dei testi. Inizialmente i progettisti di word processor combinavano tecnologie esistenti con quelle emergenti in modo da sviluppare apparecchiature autonome e creando un nuovo business distinto dal mondo emergente dei personal computer. Nel corso della storia distinguiamo tre tipi di word processor meccanico elettronico e software. Il primo dispositivo per l’elaborazione dei testi simile ad una macchina da scrivere fu brevettato da Henry Mill ed era in grado di, citando, scrivere in modo così chiaro e accurato da non poterlo distinguere da una macchina da stampa. Siamo alla fine del XIX secolo e Christopher Scholz crea quella che si può in effetti definire la prima macchina da scrivere, sebbene essa fosse ancora di grandi dimensioni. Questi sistemi meccanici non potevano propriamente elaborare il testo, potevano giusto cambiare spaziature, riempire vuoti e saltare linee. Fu solo decenni dopo che l’introduzione dell’elettricità e quindi dell’elettronica nelle macchine da scrivere cominciò ad aiutare lo scrittore in modo sostanziale. Alla fine degli anni 60 IBM aveva sviluppato la IBM MTSD e cioè un modello di macchina da scrivere IBM Selectric modificato in modo che contenesse una propria scrivania, integrando funzionalità di registrazione e di riproduzione di un nastro magnetico. Questo dispositivo permetteva di riscrivere il testo che era stato registrato su un nastro e l’utilizzatore poteva anche passare il nastro ad un’altra persona per consentirne la modifica o la copia, cioè una specie di antenato di Google Doc. E questa fu una vera e propria rivoluzione per l’industria degli elaboratori di testo. Nel 1969 i nastri furono sostituiti da schede di memoria magnetiche e all’inizio degli anni 70 l’elaborazione di testi si spostò su computer. Anche se essi erano dispositivi appositi, come detto in precedenza, non vi era la possibilità di eseguire altri tipi di programmi. Poco prima dell’arrivo dei personal computer IBM sviluppò il floppy disk e sempre nello stesso periodo furono progettati sistemi di elaborazione testi con display CRT, cioè i vecchi monitor a tubo catodico, per la modifica su schermo. A quel tempo questi sistemi stand-alone di elaborazione testi erano progettati, costruiti e commercializzati da aziende pioneristiche. Una di queste aziende era la Linolex System, fondata nel 1970 da James Lincoln e Robert Oleksiak, la quale basava la sua tecnologia su microprocessori, unità floppy e software. Con circa 500 sistemi installati presso i propri clienti, la Linolex System vendette 3 milioni di unità nel 1975, ben un anno prima della nascita della Apple Computer. Un’altra azienda pionieristica fu la VDEC, che creò nel 1973 il primo elaboratore di testi moderno, il VDEC Word Processing System. Esso aveva funzioni multiple integrate, come la possibilità di condividere il contenuto tramite dischetto e stamparlo. Il sistema veniva venduto all’epoca per 12 mila dollari, e cioè circa 60 mila dollari di oggi. La Redactron Corporation, fondata da Evelyn Berzin nel 1969, progettò e realizzò sistemi di editing, tra cui macchine da scrivere e macchine da correggere, unità cassette e schede, e infine un elaboratore di testi chiamato Data Secretary. La Barogs Corporation acquisì la Redactron nel 1976. Nel post Facebook potrete ammirare una foto del Word Processor Redactron 2. La svolta però si ebbe con un sistema basato su monitor CRT, creato da Wang Laboratories, che divenne uno dei più popolari negli anni 70 e nei primi anni 80. Wang mostrava il testo su schermo e incorporava praticamente tutte le caratteristiche fondamentali dei word processor così come li conosciamo oggi. Era una vera macchina da ufficio, accessibile da organizzazioni come studi legali di medie dimensioni e facilmente apprendibile e gestibile da personale di segreteria. E’ in questa fase che l’espressione word processor inizia rapidamente a riferirsi a macchine basate su CRT simile a quelle di Wang. E quindi ne emersero numerose di questo tipo, in genere commercializzate da società già famose per le loro apparecchiature d’ufficio come IBM o Lanier. Tutti erano sistemi specializzati, dedicati e proprietari, con prezzi che si aggiravano intorno ai 10.000 dollari. I personal computer per uso generico e a basso costo infatti erano ancora degli hobby. Lo step finale nell’elaborazione dei testi arriva con l’avvento del pc alla fine degli anni 80 e con il relativo sviluppo del software. Nel dicembre del 1976 infatti veniva messo in vendita Electric Pencil di Michael Schreier Software, il primo word processor appositamente sviluppato per microcomputer. Nel 1978 WordStar fa il suo esordio sul mercato per diventarne immediatamente il dominatore e a metà degli anni 80 WordPerfect prende il suo posto grazie ad una importante caratteristica che lo rendeva differente dal suo predecessore. Esso infatti manteneva i comandi chiave fuori dallo schermo ponendo invece l’attenzione sulle parole. La maggior parte dei primi software di questo tipo richiedeva che gli utenti memorizzassero combinazioni di tasti semi-mnemonici anziché avere comodi bottoni come copia o grassetto così come siamo abituati oggi e come se non bastasse si deve anche ricordare che molti dei primi pc non avevano nemmeno un cursore. Tuttavia la differenza di prezzo tra gli elaboratori dedicati esclusivamente al word processing e i pc generici, il valore aggiunto che portavano alcuni software come i primi fogli di calcolo antenati di Excel quali VisiCalc e Lotus123 erano così avvincenti che i personal computer e i software di elaborazione testo diventarono una seria concorrenza per le macchine dedicate fino a prendersi il controllo del mercato. Alla fine degli anni 80 poi uscirono varie innovazioni come ad esempio la stampante laser o un approccio tipografico all’elaborazione dei testi che in gergo si chiama WYSIWYG acronimo di what you see is what you get e che vuol dire che ciò che vedi sullo schermo è ciò che poi otterrai come risultato e poi ci furono i display bitmap con più caratteri introdotti dal computer Xerox Alto e dal programma word processor Bravo e infine interfacce grafiche con funzionalità avanzate quali copia e incolla, altra innovazione introdotta da Xerox con il Parc e il suo word processor Gypsy. In definitiva l’esplosione dei word processor si ebbe con i mitici MacWrite su Apple Macintosh nel 1983 e Microsoft Word su PC IBM nel 1984. Entrambi questi pezzi di storia sono probabilmente i primi veri word processor WYSIWYG conosciuti in tutto il mondo. Anche per oggi termina qui questo secondo episodio della rubrica informatica vintage. Io come al solito vi invito a farmi sapere cosa ne pensate, a lasciare un commento, un like, unirvi al gruppo Telegram e alla pagina di Italian Developers e sempre ringraziandovi per l’ascolto vi do appuntamento a tra un paio di settimane.

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