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Episodio del podcast

Ada Lovelace, la prima programmatrice della storia (Parte 2 di 3)

20 novembre 2023 Podcast Episodio 123 Stagione 2
Ada Lovelace, la prima programmatrice della storia (Parte 2 di 3)

Descrizione

Nel secondo episodio di questa serie, parliamo della vita adulta di Ada e della nascita della sua opera.

Pensieri in codice

Sostenitori di oggi:
Edoardo Secco, Carlo Tomas

Attrezzatura utilizzata:
Shure Microfono Podcast USB MV7



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Fonti:
https://amzn.to/3IT0pRC - Betty A. Toole - Ada, the Enchantress of Numbers: A Selection from the Letters of Lord Byron’s Daughter and Her Description of the First Computer
https://amzn.to/3IEJn8C - Jennifer Chiaverini - L’incantatrice dei numeri
https://books.google.it/books/about/Sketch_of_the_Analytical_Engine_invented.html?id=hPRmnQEACAAJ&redir_esc=y

Voci amiche:
Maria Chiara Virgili di Dannati Architetti -
nella parte di Ada Lovelace da Jennifer Chiaverini - L’Incantatrice di numeri (Ada Byron Lovelace). ^f64543
e da Ada, the Enchantress of Numbers ^aa99cd
Alex Raccuglia di TechnoPillz
nella parte di Charles Babbage da Ada, the Enchantress of Numbers

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Crediti

Sound design - Alex Raccuglia
Voce intro - Maria Chiara Virgili
Voce intro - Spad
Musiche - Kubbi - Up In My Jam, Light-foot - Moldy Lotion, Creativity, Old time memories
Suoni - Zapsplat.com
Cover e trascrizione - Francesco Zubani

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Quello che segue è lo script originale dell'episodio.

Intro

Eccoci finalmente al secondo dei tre episodi della serie dedicata ad Ada Lovelace e la sua opera.

Sono certo che lo attendevi con trepidazione ma mi raccomando, se non hai ancora ascoltato l’episodio numero 1, ti consiglio di farlo, prima di questo, per avere una visione più completa e lineare di tutto quanto sto per raccontarti e poi perché farò molti riferimenti senza soffermarmi a spiegarli nuovamente.

In questo episodio parleremo della vita adulta di Ada e delle vicende che si intrecciano con la storia delle macchine Differenziale e Analitica di Babbage, nonché della redazione dell’opera per la quale tanti considerano la Lovelace tutt’oggi come la prima programmatrice di sempre.

Senza indugiare oltre, quindi, basta con le introduzioni e ti auguro buon ascolto.

Il mondo non è ancora pronto per la Macchina Differenziale

Secondo il Times, la settimana del 15 novembre 1834 fu caratterizzata da tempo burrascoso e turbolenze politiche.

In quei giorni si diffonde, infatti, la voce che Lord Melbourne (cugino di primo grado di Lady Byron, la madre di Ada) si sia dimesso dalla carica di primo ministro e che il duca di Wellington guiderà un governo provvisorio.

Tre giorni dopo, il 18 dello stesso mese, le voci vengono confermate e poiché Lord Wellington è rimasto molto colpito dalla dimostrazione della Macchina Differenziale, Babbage spera che questo cambio di Governo gli permetta di ottenere i fondi necessari per completare il progetto.

Ma purtroppo così non è.

Il 28 di Novembre Ada si reca da Babbage assieme a Mrs Somerville e la discussione diventa subito molto vivace: secondo i diari di Lady Byron, la figlia ascolta attentamente i due scienziati discutere sulle ragioni del mancato sostegno al progetto della Macchina Differenziale.

Mrs Somerville è convinta che il mondo non sia pronto per un’invenzione del genere. Babbage sostiene invece che se non la svilupperà lui, lo farà qualcun altro.

Nel mezzo fra i due giganti, la giovane Miss Byron non può pronunciarsi sul futuro, ma sappiamo, dalla sua successiva corrispondenza, che si sta chiedendo perché la madre non è intervenuta in favore della sua adorata Macchina finché ne ha avuto la possibilità, cioè finché suo cugino era al Governo.

A dispetto, però, della peggiorata situazione, Babbage non si perde d’animo e, poco tempo dopo, annuncia addirittura di aver concepito una nuova macchina: una seconda versione avanzata che eseguirà equazioni che fino ad allora erano considerate impossibili da risolvere e che si chiamerà Macchina Analitica.

La Macchina Differenziale è sia efficiente che funzionale, ma è limitata dalla necessità di azzerarla a ogni nuova serie di calcoli e tutti i numeri iniziali devono essere disposti sulle 17 ruote dentate a mano. Il nuovo modello, invece, la Macchina Analitica, supererà questi limiti.

È in tale occasione che Ada espone all’amico la sua idea per migliorare l’invenzione: lei ritiene che si possano utilizzare le schede perforate, molto simili a quelle impiegate per governare il telaio Jaquard, per programmare il funzionamento e l’inserimento dei numeri in questa nuova macchina.

Stranamente, però, nonostante la sua lungimiranza e considerazione per la ragazza, Babbage le risponde che ha già valutato una soluzione basata su cilindri dentati e che la nuova Macchina Analitica funzionerà grazie a tale tecnologia.

Non è chiaro il perché di questa scelta in questo particolare momento storico: le schede perforate hanno effettivamente il vantaggio di poter essere concatenate a formare serie praticamente infinite, mentre i cilindri, per forza di cose, sono destinati a ripetersi, ma tant’è: Babbage è convinto e lanciato verso il futuro.

Augusta Ada Byron King, Contessa di Lovelace

Dall’annuncio della concezione della nuova Macchina Analitica trascorre poi più di un anno, quando, nella primavera del 1835 una diciannovenne Ada, in visita alla casa di Sir George Philips nel Warwickshire, viene presentata a Lord William King, di 30 anni.

Come spesso accade quando lei partecipa ad un incontro, la discussione ricade ancora una volta sulla matematica, sulla Macchina Analitica e su Mrs Somerville.

Naturalmente la ragazza ha molto da dire sull’argomento, ma è Lord King che invece la sorprende con domande intelligenti e pertinenti, a cui lei tenta di rispondere al meglio delle sue possibilità.

Ciò che forse la colpisce maggiormente è che William considera una «vergogna e un insulto» che la Royal Society, nonostante i suoi meriti scientifici, non accetti Mrs Somerville fra i suoi membri e le impedisca l’accesso alla biblioteca, solo perché donna.

E così inizia il corteggiamento, breve e dolce. Ma anche macchiato dalla preoccupazione di Ada che, essendo la figlia del famoso poeta Lord Byron, la sua relazione possa essere oggetto di attenzione indesiderata.

Per questo stesso motivo lei è molto cauta sul fatto che le informazioni sul suo imminente matrimonio non vengano pubblicate prima che lei stessa sia pronta ad annunciarlo. Condivide la notizia con Mrs Somerville un paio di settimane prima, ma non lo dice nemmeno a Woronzow Greig, Mary o Martha, cioè i figli della donna.

Ada e William si sposano l'8 luglio 1835 con una piccola cerimonia che si tiene a Fordhook.

Nell’accordo matrimoniale, a William viene promessa metà dell’eredità di Ada (3000 sterline di rendita annua), che riceverà alla morte della madre. In cambio, Ada riceverà annualmente da William una rendita di 300 sterline, circa lo stipendio annuale di un precettore dell’epoca.

Miss Ada Byron diventa quindi Lady Ada King.

In tale occasione, l’amico Babbage si rivela nuovamente provvidenziale per evitare agli sposi un possibile imbarazzo: la contessa Teresa Guiccioli, consorte italiana di Lord Byron, è infatti intenzionata a prendere parte alla cerimonia anche senza essere stata invitata.

Lo scienziato, però, le riferisce informazioni sbagliate sul luogo in cui si tiene l’evento e Ada ringrazierà più volte, tramite lettera, l’amico per averla salvata da un incontro che avrebbe potenzialmente potuto rovinarle questa importante giornata.

La residenza dei novelli sposi si trova in una grande tenuta ad Ockham Park, anche se in effetti la coppia possiede anche una magione a Torridon nelle Highlands, e una casa a Londra.

Ad Ockam, comunque, Ada ha acceso alla vasta biblioteca di William, che, fra i tanti volumi, contiene anche tutta la collezione dei libri di poesia di Lord Byron. Finalmente lei li potrà leggere liberamente l’opera di suo padre.

Dopo appena un paio di mesi dalle nozze, la coppia festeggia il primo Natale insieme alla famiglia Somerville e a Charles Babbage.

Il matrimonio non ha ridotto l’interesse di Ada per la matematica e le scienze, né la sua volontà di occuparsene, ma sicuramente, visti i nuovi doveri, riduce il tempo che le è possibile dedicarvi. Nonostante ciò, però, lei cerca di impegnarsi al massimo anche con l’aiuto dei sui amici.

Dal momento che il suo studio non si limita alla risoluzione di formule, ma sconfina spesso e volentieri in un approccio visivo e addirittura tattile, la novella Lady King vuole modelli geometrici fisici che la aiutino a capire i concetti.

Dunque, sempre preoccupata di suscitare interesse indesiderato in quanto figlia di Lord Byron, è costretta a chiedere a Somerville e a Babbage di procurarle l’occorrente senza divulgare il suo nome.

I modelli sono ancora oggi un modo semplice e molto utilizzato per illustrare concetti matematici e scientifici. Forse i più famosi di sempre sono proprio i modelli di Watson e Crick per illustrare la struttura delle molecole di RNA e DNA, ma comunque, le simulazioni e rappresentazioni 3D sono uno strumento fondamentale per comprendere la scienza.

Alla fine di Aprile, i King si trasferiscono nella loro casa di Londra a St James’ Square per attendere la nascita del loro primo figlio. Il 16 Maggio 1836, dopo un’eclissi solare, nasce Byron, chiamato così, ovviamente, in onore dell’illustre nonno.

Dal 1836 al 1839, per Ada, concentrarsi sugli studi è piuttosto complicato: la preoccupazione di essere una buona madre e moglie e le tante occasioni dell’inizio dell’età Vittoriana, la tengono, infatti, notevolmente impegnata.

Ma Lady King, come abbiamo ormai capito, possiede delle capacità del tutto particolari e, se questi suoi impegni la costringono a rimandare gli studi formali, le permettono, al contempo, anche di sviluppare abilità creative e pensiero critico.

La ragazza inizia infatti a lavorare su immaginazione, visualizzazione e utilizzo della metafora. Diventa un’attenta osservatrice, annotando dettagliatamente le attività motorie del figlio e intanto continua a ricercare modelli geometrici che l’aiutino a visualizzare la trigonometria sferico. Per il suo 21° compleanno riceve persino in regalo un telescopio per osservare le stelle.

Al tempo stesso, poi, non perde occasione per informarsi e restare al passo con le ultime novità nel campo scientifico e, sempre in questo periodo, riceve anche una buona notizia su tale fronte: la sua idea iniziale riguardo le Macchina Analitica ha finalmente fatto breccia.

Il caro amico Babbage, infatti, dopo lunga e attenta riflessione ha deciso di modificare il progetto per includere le schede perforate come strumento perimpartire istruzioni alla Macchina. La sua prima idea, quella dei cilindri dentati, infatti, comporta troppe limitazioni che le schede suggerite da Ada, invece, superano egregiamente.

Alla fine dell’autunno, però, Lady King si rende conto che i suoi studi dovranno essere ulteriormente rimandati: nonostante le precauzioni, infatti, la famiglia è in procinto di allargarsi.

Come per il fratellino Byron, anche Annabella, viene alla luce nella casa di Saint James’s Square a Londra. Precisamente il 22 Settembre 1837.

Purtroppo, però, pochi giorni dopo il parto, quando Ada ancora si sta riprendendo dalle fatiche di quell’esperienza, la sua salute cagionevole la tradisce nuovamente: la ragazza si ammala, infatti, di colera. Ha appena 22 anni.

Tra l’altro, secondo un rapporto dell’epoca, anche se quell’anno la malattia dilagava a Londra per via del fatto che le persone bevevano l’acqua non depurata del Tamigi, era molto insolito che un membro dell’aristocrazia ve ne si ammalasse.

Ad ogni modo, Ada riesce a superare anche quest’ennesima prova sperimentando varie cure e, di conseguenza, perdendo molto peso; cosa che desta grande contrarietà in Lady Byron ma anche la gioia di Lord King che, a quanto pare, nutrie un certo odio per le persone grasse.

E siamo giunti così al 1838, anno nel quale un altro importante cambiamento scuote la famiglia King e chiarisce anche ad Ada un piccolo mistero fra lei e sua madre durato anni: nel mese di Giugno, infatti, la regina Vittoria eleva William, ottavo Lord King, al rango di conte.

Alla ricezione della notizia, Ada capisce finalmente perché sua madre non abbia mai voluto chiedere al cugino Lord Melbourne di adoperarsi per sostenere la causa della Macchina Differenziale prima e di quella Analitica poi.

Lord Melbourne avrebbe potuto fare molto in proposito, vista la sua carica politica, tuttavia Lady Byron aveva evidentemente altri piani elaborati già da molto tempo: sebbene, infatti, non l’abbia mai dichiarato apertamente, è quasi certo che la nomina di William sia arrivata su sua richiesta al cugino in veste di favore personale; tanto più che si parla di un titolo nuovo, quindi creato appositamente per lui.

Il marito di Ada, indagando nell’albero genealogico della moglie scopre fra gli antenati di lei un Lord Lovelace di Hurley rimasto senza discendenti e decide, in segno di riconoscimento, di ripristinarne il nome. I due diventano, quindi, William King, conte di Lovelace, e Ada Byron King, contessa di Lovelace.

Questa nuova posizione sociale costringe Ada, per quanto lei non voglia, a partecipare in misura sempre maggiore agli eventi sociali e mondani.

Facendo buon viso a cattivo gioco, lei ne approfitta, però, anche per andare a vedere tutte le mostre e dimostrazioni degli ultimi sviluppi tecnologici: le esposizioni di animali esotici, gli esperimenti di mesmerismo e persino il telegrafo elettrico inventato da Charles Wheatstone, del quale diventa anche cara amica.

Finché, alla vigilia del suo 23esimo compleanno, appena terminata la stagione mondana del 1838, la contessa di Lovelace si rende conto di essere di nuovo incinta.

La ripresa degli studi

Il secondo giorno di luglio del 1839 Ada da alla luce un maschietto a cui viene dato il nome di Ralph Gordon.

La donna ama i figli ed il marito, ed è felice per la ricchezza e la posizione sociale della sua famiglia, ma, in questo periodo, si sente anche prigioniera come non mai; vincolata e soggetta ai capricci degli altri, letteralmente e non.

La bambina che sognava di volare a tal punto da aver inventato la Volologia e aver progettato delle ali basate sul potere della matematica, della scienza e dell’immaginazione, ora si trova quanto mai costretta in un ruolo che non sembra essere affatto adatto a lei.

Ma Ada ha dalla sua il potere di una mente brillante e capisce subito che deve fare tutto il possibile per riprendere almeno i suoi studi in matematica.

Per tutto per l’inverno e la primavera successivi procede alla ricerca di un tutore, finché, all’inizio dell’estate, il celebre matematico e logico Augustus De Morgan non decide di accettare la sfida.

De Morgan, oltre ad essere amico di Charles Babbage, ed amico molto stretto di Lady Byron, è considerato uno dei più grandi logici del XIX secolo ed insegna all’Università di Londra.

Il professore assegna ad Ada brani da studiare ed esercitazioni tratte da libri di testo, e la incontra ogni quindici giorni circa, a volte solo una volta al mese.

L’istruzione della ragazza avviene dunque principalmente per corrispondenza: un metodo che per lei è più che congeniale perché le permette di conciliare lo studio con i suoi doveri di mamma e moglie, e che non le pesa dati gli anni di allenamento fatti durante i suoi vari periodi di malattia.

Il linguaggio della loro corrispondenza matematica è a dir poco singolare: ricco di allusioni poetiche e di metafore, sia da parte di De Morgan che della Lovelace. Uno stile che si adatta naturalmente e perfettamente al particolare modo di apprendere di lei.

Nonostante un background piuttosto inconsistente, pari a quello che oggi sarebbe considerato un programma minimo di matematica per le scuole superiori, la ragazza passa rapidamente al calcolo differenziale e integrale. Di sicuro spinta dalla sua grande passione per le macchine di Babbage che nascono per eseguire proprio questo tipo di calcoli.

Purtroppo per noi, però, De Morgan non riceve alcun compenso per questa attività di insegnamento e, per questo motivo, Ada cerca di disturbarlo il meno possibile e solo se ha necessità di chiarire un concetto o una nozione che proprio non riesce a comprendere da sola.

Di conseguenza, tutta la corrispondenza di questo periodo fra i due, non ci permette di capire a pieno quali sono le reali conoscenze di lei. In pratica, queste lettere mostrano solo quello che Lady Lovelace non capiva e tralasciano tutto ciò che invece conosceva e imparava in autonomia.

Sono, di fatto, un campione distorto delle sue competenze, però almeno ci danno un’idea di quali sono i suoi interessi in questo periodo, di quali argomenti affronta e quali difficoltà riscontra.

Spesso, le sue problematiche si riducono a principi di base. Cosa significa e come si ottiene sono le due domande che si ripetono maggiormente.

De Morgan, dal canto suo, è un ottimo insegnante e Ada, quando riesce ad ignorare le continue apprensioni di lui per il pericolo che corre una mente femminile studiando troppo, impara tantissimo; e noi possiamo solo immaginare quanto si senta intellettualmente appagata.

In effetti questo è un periodo felice della vita della contessa di Lovelace. Fatta eccezione per le vicende legate alla cugina/sorellastra Medora, le sue lettere sono entusiaste e piene di speranza.

Continua ad andare a cavallo, a pattinare sul ghiaccio e a socializzare con i suoi numerosi amici scienziati. E anche con tutte queste attività, i suoi studi matematici procedono a pieno ritmo: in una lettera a sua madre, Ada scrive proprio che nella sua vita il calcolo è il re.

La fine della Macchina Analitica?

La vita, dunque, scorre abbastanza serena. Mrs Somerville si è trasferita in Italia con la famiglia per motivi legati alla salute del marito. L’amico Charles Dickens si è sposato ed è padre di tre bambini e autore di alcuni magnifici romanzi.

La corrispondenza fra i vari membri del gruppo resta sempre piuttosto intensa e nel febbraio del 1840, Ada ha quasi 25 anni e scrive a Babbage un’altra piccola perla che anticipa tanti concetti presenti nel moderno approccio al videogame.

Avete mai visto un gioco, un puzzle, chiamato Solitaire? […] Sono riuscita a trovare la soluzione a forza di tentativi e con l’osservazione, ma vorrei sapere se è possibile creare una formula matematica per la sua soluzione. Dev’esserci un principio basato su proprietà numeriche e geometriche dal quale dipende la soluzione e che può essere tradotto in un linguaggio simbolico.[[#^f64543]]

Questo tipo di scambio non è certo una sorpresa: Ada e Babbage si dilettano in tutti i tipi di giochi basati su concetti matematici, dal backgammon agli scacchi.

L’argomento della lettera è appunto il Solitaire, un gioco composto da un tabellone ottagonale con trentasette fori e trentasei pedine, che riempiono tutti i fori meno uno.

Le pedine devono saltarsi, mangiarsi ed eliminarsi l’un l’altra come nella dama. Lo scopo è restare con una sola pedina, ma è possibile provarci anche migliaia di volte senza riuscire mai.

Ada include perfino un disegno per facilitare la comprensione all’interlocutore.

Racconta di aver trovato la soluzione sperimentalmente, ma di essere anche al lavoro sulla ricerca di una soluzione basata su principi matematici e geometrici e traducibile in linguaggio simbolico.

E da qui il passo successivo è: se la soluzione può essere tradotta in un linguaggio simbolico, non può allora anche essere inserita nella Macchina Analitica?

Gli ospiti di Mr Babbage erano affascinati dalla Dama d’Argento che danzava, ma cos’avrebbero pensato di una macchina in grado di fare un gioco o di risolvere un enigma logico?

In effetti, al giorno d’oggi, questo tipo di collegamento tra matematica, descrizione del problema e della soluzione e codifica delle istruzioni, è alla base, ad esempio, della programmazione di videogiochi.

Ciò che Ada riesce a vedere nei progetti di Babbage non è un mero risultato, bensì una gamma di opportunità scientifiche che, per l’epoca, potrebbero essere catalogate quasi come metafisiche. Ed è interessata tanto al risultato della scoperta quanto al processo stesso che porta alla scoperta.

Nell’autunno sempre del 1840, poi, Babbage viene invitato a partecipare ad una conferenza di scienziati illustri a Torino. Ciò che gli viene chiesto è di spiegare la sua idea per la Macchina Analitica e mostrare come essa dovrebbe funzionare.

Al suo ritorno, come da abitudine, organizza una serata per festeggiare l’evento e racconta di essere stato accolto come un inventore e scienziato illustre dal gruppo di eruditi, e che il loro rispetto e l’ammirazione per la sua Macchina Analitica lo hanno gratificato e incoraggiato.

Tuttavia, quando finalmente riescono a restare un po’ soli, l’uomo’ racconta ad Ada che è stato anche costretto ad affrontare la triste verità: le probabilità di costruire realmente la Macchina Analitica sono sempre più esigue.

La sua ricchezza personale, sebbene non trascurabile, non è assolutamente adeguata.

La Macchina richiederebbe la fabbricazione di decine di migliaia di componenti, tutte create su misura da un ingegneri esperti.

Queste parti devono essere, poi, assemblate secondo una disposizione complicata con estrema precisione per raggiungere dimensioni complessive di quattro metri e mezzo di altezza, uno e ottanta di larghezza e circa sei di lunghezza. Praticamente una locomotiva.

Ada è profondamente delusa da questa notizia, ma è ancora decisa a diventare una grande matematica; almeno quanto suo padre è stato un grande poeta. L’ostacolo maggiore, però, è rappresentato dal suo nemico di sempre: la malattia.

Questa volta nemmeno i soliti rimedi risultano efficaci e lei, in cerca di nuovi trattamenti, trova sollievo solo nel mesmerismo e, dietro consiglio del dottore, nel laudano.

Quando non soffre di invalidanti emicranie, però, continua a riempire le ore con la matematica, la scienza e con un rinnovato interesse per la musica, oltre a una nuova passione per il teatro.

Fortunatamente l’ambiente intorno a lei continua a nutrire la sua mente: le scoperte nell’ambito del mondo naturale sono sconvolgenti almeno come quelle in campo tecnologico.

Un amico di Mr Babbage, Charles Darwin, è tornato da un viaggio di cinque anni intorno al Mondo per studiare la geologia e la storia naturale, e ha compiuto osservazioni interessanti e raccolto numerosi campioni. Alle serate di Mr Babbage parla di una teoria che stava sviluppando basata sulle sue osservazioni, qualcosa che chiama selezione naturale.

Poi il sistema ferroviario a vapore inizia a diffondersi per il trasporto sia di merci che di passeggeri. E forse ancora più intriganti sono gli esperimenti di Michael Faraday su elettricità e magnetismo.

L’interesse di Ada la spinge a ricreare alcuni esperimenti dello scienziato e col tempo i due diventano anche ottimi amici. Lui arriva perfino a confessarle che non gli interessa granché la matematica e lei, con gran divertimento di entrambi, lo prende spesso in giro su questo.

Il memoir

Nell’Ottobre del 1842 un importante evento riapre le speranza per la realizzazione della Macchina Analitica.

Luigi Federico Menabrea, professore di meccanica e costruzione dell’Università di Torino, che Mr Babbage aveva incontrato alla conferenza di scienziati italiani due anni prima, pubblica un trattato che parla della Macchina Analitica sulla prestigiosa rivista Bibliothèque Universelle de Genève.

Si tratta di una grande occasione per Babbage, ma anche per Ada.

L’editore di Scientific Memoirs, una pubblicazione inglese che si propone di dare alle stampe i saggi scientifici più importanti pubblicati nelle riviste estere, contatta infatti la donna per chiederle di occuparsi della traduzione dell’articolo di Menabrea.

L’articolo è perfetto per la linea editoriale di Scientific Memoirs e l’idea di incaricare la contessa di Lovelace come traduttrice è più che azzeccata visti, da un lato la sua passione per l’argomento e, dall’altro la sua perfetta conoscenza del francese, che è la lingua usata da Menabrea.

Ovviamente lei accetta con estremo piacere ed entusiasmo e si dedica all’incarico con attenzione ed impegno ammirevoli.

La scrittura di Menabrea è scorrevole e chiara, ma Ada non si limita ad una traduzione letterale. Ciò che traspare dal suo lavoro è il tentativo di catturare la poesia delle sue spiegazioni e aggiungere chiarezza dove il testo poteva apparire un po’ oscuro.

Non vi è nessuna intenzione di sminuire l’autore originale, ma la verità è che la donna conosce la Macchina Analitica al pari di Babbage e, probabilmente, ne capisce le implicazioni di funzionamento persino meglio di lui. Quindi è ovvio che ci siano certi dettagli tecnici che è in grado si spiegare meglio del conte Menabrea.

In febbraio la traduzione è pronta: una traduzione completa, accurata e poetica del trattato originale. Ada, orgogliosa del risultato, consegna il manoscritto all’editore.

Ma è a questo punto che accade qualcosa che lei non avrebbe mai immaginato.

Babbage ricorda questo avvenimento nei Passages, molti anni dopo la morte di Ada: Qualche tempo dopo l’apparizione della sua memoria sull’argomento nella Bibliothéque Universelle de Génève, la contessa di Lovelace mi informò che aveva tradotto la memoria di Menabrea. Le chiesi perché non avesse scritto lei stessa un articolo originale sull’argomento che conosceva così bene. Lady Lovelace rispose che il pensiero non le era venuto in mente. Le suggerii allora di aggiungere delle note al libro di Menabrea: un’idea che fu immediatamente adottata.[[#^3345c2]]

Babbage è convinto che un contributo originale di Ada potrebbe migliorare notevolmente l’articolo e aprire nuove prospettive per la Macchina. La richiesta che le fa è quella di arricchire il testo e completarlo con le ultime modifiche da lui apportate dopo l’uscita dell’articolo.

In effetti, il suggerimento di Babbage è, però, qualcosa di piuttosto rischioso per l’epoca: nel 1843 le donne non scrivono di scienza, sopratutto non su riviste di un certo livello. Al massimo quando capita, lo fanno per rendere comprensibili le scoperte e le idee degli scienziati uomini alle donne interessate all’argomento ma prive di competenze specifiche.

Mr Babbage, invece, sta suggerendo qualcosa di completamente diverso: un saggio scientifico originale scritto da una donna per un pubblico di scienziati uomini. Nessuna donna, per quanto ne sa Ada, ha fatto qualcosa del genere. A parte Mary Somerville, ovviamente, ma lei è un’eccezione straordinaria.

Fortunatamente, però, la contessa di Lovelace non si lascia intimorire dalla situazione e accetta l’incarico mettendosi a lavoro con rinnovato entusiasmo. Come vedremo più avanti, tale decisione porterà questa ragazza di poco più di 27 anni, a scrivere un pezzo di storia dell’Informatica.

Ada comincia con quelli che considera gli aspetti essenziali da chiarire: e cioè in che modo la Macchina Analitica si differenzia dalla Macchina Differenziale e dalla più semplice macchina calcolatrice che Pascal aveva creato anni prima.

La Macchina Analitica, infatti, era capace non solo di disporre in tabelle i risultati di una funzione particolare, ma di sviluppare e di tabulare qualunque funzione. Anzi, essa riusciva a intervenire su qualunque informazione rappresentabile simbolicamente, non solo i numeri.

Le difficoltà del lavoro, dal punto di vista di Ada, sono essenzialmente due: come spiegare chiaramente lo scopo e la funzione di un apparecchio complesso quale la Macchina Analitica, che sono difficili da capire anche per le menti scientifiche più brillanti dell’epoca; e come convincere i suoi lettori che essa avrà un’utilità reale, che è uno sviluppo tecnologico perfino più importante della ferrovia o del telaio Jacquard.

Capisce presto che non può riuscire in questi suoi intenti semplicemente presentando fatti e numeri, perché i fatti da soli non riuscirebbero ad illustrare adeguatamente qualcosa che non è mai stato immaginato prima.

Per far capire che meraviglia è la Macchina Analitica, deve addentrarsi nel campo della metafisica, o addirittura della poesia. Nessuno contribuirà mai ad un progetto rappresentato da una versione molto costosa e molto meno affascinante della Dama d’Argento.

Con questi obiettivi in mente, al termine del suo lavoro Ada produce una serie di note contrassegnate da A a G, che descrivono nei minimi particolari le funzioni e i processi meccanici della Macchina Analitica, nonché le sue incredibili potenzialità.

L’incantatrice di numeri

Quando il lavoro di ampliamento del Memoir sta ormai per terminare nasce però un certo attrito tra la contessa di Lovelace e lo scienziato.

Il problema principale è una prefazione che Babbage ha preparato per Ada che descrive il mancato sostegno del governo britannico al completamento della Macchina Differenziale e i suoi piani innovativi per la Macchina Analitica.

Lui vuole che la sua prefazione sia stampata come parte del Memoir ma lei si rifiuta di includerla per via dell’impatto negativo che avrebbe avuto sui lettori, totalmente in contrasto con il tentativo di lei di catturarne il favore.

Persino Richard Taylor, l’editore della rivista, scrive una lettera a Babbage confermando di essere d’accordo con il desiderio di Lady Lovelace di non stampare la prefazione, ma per tutta risposta, lo scienziato chiede alla contessa di ritirare l’articolo e di scriverne uno completamente nuovo.

Come è facile immaginare, Ada è furiosa e si rivolge a Babbage senza usare mezzi termini: il 14 agosto 1843 gli scrive un’accorata lettera di ben 16 pagine in cui si fa valere, spiega le sue idee e descrive la propria proposta per il futuro della loro collaborazione.

Innanzitutto gli fa notare che il tono della sua prefazione sottintende una forte ostilità impossibile da fraintendere e pertanto non vi era alcun vantaggio nell’includerla né per lui, né per la sua macchina.

Poi, con estrema empatia, anticipa ed esplora quelli che saranno i sentimenti di lui alla lettura di questa lettera e cerca spiegare perché ritirare l’articolo non sarebbe giusto nei confronti suoi, dell’editore o dei lettori.

E infine, guarda al futuro con una proposta che suona tanto interessante da una parte, quanto un ultimatum dall’altra.

Devo ora venire a una questione pratica che riguarda il futuro. […] ho dei progetti per voi, che al momento non ritengo opportuno comunicarvi, ma che svilupperò o metterò al servizio di qualche altro settore delle mie energie, del mio tempo, della verità e della scienza della mia penna, a seconda della risposta che riceverò da voi a ciò che sto per dichiarare. Vi prego quindi di riflettere profondamente e seriamente sulla questione di quanto possiate aderire o meno alle mie condizioni. Vi offro la prima scelta e la prima offerta dei miei servizi e del mio intelletto. Non rifiutateli con leggerezza. Lo dico interamente per il vostro bene, credetemi. [[#^aa99cd]]

Si tratta di una lettera carica di passione ma anche di lucidi ragionamenti e progetti per il futuro.

È chiarissimo che Ada ritiene di poter condurre quegli aspetti dello sviluppo della Macchina Analitica che Babbage non è in grado di seguire con il giusto impegno e la giusta attitudine.

Anche il migliore dei progetti ha bisogno di essere divulgato agli altri e di una oculata gestione economica e Ada è convinta di poter fare tutto questo meglio dello stesso creatore.

Infine, chiude la lettera riprendendo un tono più pacato e invitando l’amico ad Ashley Combe per qualche giorno.

Lunedì verrete qui per qualche giorno? Spero di sì. Lord L. è molto ansioso di vedervi e conversare con voi; […] Questa lettera è tristemente macchiata e corretta. Ma non importa. Mi chiedo se deciderete di mantenere la lady-fairy al vostro servizio o meno. Sempre con la massima sincerità. Augusta Ada Lovelace.[[#^aa99cd]]

A seguito di questa lettera, invece di includere la prefazione nel Memoir, Babbage decide di far stampare le proprie opinioni in forma anonima.

Lo scienziato non accetta la proposta professionale della contessa ma, a differenza di quanto si potrebbe immaginare, probabilmente per via della grande onestà che traspare dal testo, la loro amicizia non si rompe a seguito di questo litigio.

Più che altro muta, allontanandoli dal punto di vista professionale, ma unendoli maggiormente sul piano del rispetto e della fiducia personale.

Dopo qualche settimana di ansia ed apprensione, il 9 Settembre 1843, arriva la risposta di Babbage all’invito di Ada a recarsi ad Ashley Combe.

*Mia cara Lady Lovelace, mi pare inutile aspettare di avere il tempo, quindi ho deciso di lasciare in sospeso il resto e di partire per Ashley, portando con me abbastanza carte per dimenticare questo mondo e tutti i suoi problemi e, se possibile, i suoi molti ciarlatani; tutto, in poche parole, meno l’incantatrice di numeri.[[#^3345c2]]

Un’accoglienza modesta

Pochi giorni dopo, a metà settembre 1843, la traduzione del Memoir con le Note della contessa di Lovelace viene pubblicata sui Scientific Memoirs di Taylor con il titolo di Sketch of the Analytical Engine Invented by Charles Babbage.

L’orgoglio di Ada è grande. Invia subito una serie di copie ai suoi amici, i quali rimangono molto colpiti dal lavoro fatto e la riempirono di complimenti e lodi.

Il professor De Morgan scrive per definirla un’opera eccellente e per esprimere tutto il suo orgoglio per ciò che è riuscita a compiere.

Dall’Italia, Mary Somerville le manda una lettera di congratulazioni commovente,piena di encomi, in cui si dice certa che si tratti solo del primo trionfo di una lunga e illustre carriera.

Lady Byron invia una dolce lettera di complimenti con un cesto di fiori e verdura dai giardini di Fordhook.

William è orgogliosissimo, e perfino i bambini, a modo loro, devono aver capito che la loro madre ha fatto qualcosa di straordinario.

Purtroppo, però, non appena si viene a sapere che il Memoir è stato scritto da una donna, il suo valore di opera scientifica crolla improvvisamente.

Se l’ha scritto una donna, concludono gli uomini di scienza, non può essere rilevante come poteva sembrare all’inizio. Il ragionamento non può essere solido se viene da una mente femminile, il soggetto non può essere troppo importante se è stato affidato a mani femminili.

E così l’interesse, in realtà già modesto fin dall’inizio, si riduce in fretta a un bisbiglio, e presto diviene un assordante silenzio. Ancora una volta, Ada si trova davanti un ostacolo insormontabile per il quale non esiste alcuna soluzione.

Non importa che lei sia seconda solo a Babbage nella conoscenza della Macchina Analitica, e che sotto certi aspetti la capisca anche meglio di lui: per quanto possa essere abile, precisa, dettagliata o chiara, resta sempre pur sempre una donna.

Il fallimento di quest’ultimo tentativo segna la fine delle speranze per la Macchina, anche se Babbage continuerà a lavorare ai suoi progetti fino alla morte e Ada non riuscirà mai a dimenticare questo affascinante macchinario.

Nonostante la delusione, però, Babbage riconoscerà sempre l’importanza di Ada nel suo progetto.

Dopo la morte di lei, scriverà al figlio Byron: Nel libro di memorie del signor Menabrea e ancor più nelle eccellenti note allegate da tua madre troverai l’unica visione completa delle potenzialità della macchina analitica che i matematici dell’epoca abbiano mai avuto. Che i matematici del mondo abbiano ancora espresso.[[#^3345c2]]

Gli ultimi anni

Esaurita l’avventura delle Note, Ada sembra abbandonare definitivamente l’idea di avere un futuro nella storia della Macchina Analitica.

Dopo la stesura del Memoir e la grande discussione con Babbage, la natura del loro rapporto è cambiata e, nonostante siano rimasti grandi amici, lui non cerca più il suo aiuto in quel campo.

Divengono molto più uniti dal punto di vista emotivo e meno coinvolti su quello tecnologico, sebbene la contessa continuerà sempre a sostenere gli sforzi dell’inventore di reperire fondi.

Detto ciò, lei resta, inoltre, ugualmente legata alle sue passioni di sempre: la matematica, le macchine calcolatrici e la musica; alle quali si aggiungono lo studio del sistema nervoso, il mesmerismo e tutte le innovazioni tecnologiche che si susseguono negli anni.

Al solito, il fatto di essere nata del sesso sbagliato rappresenta sempre di per sé un primo ostacolo per le attività che lei desidera intraprendere: affinché possa proseguire nelle sue ricerche, infatti, ha bisogno di avere accesso alle informazioni scientifiche più recenti e questo è tutt’altro che scontato per una donna.

Ancora una volta trona alla mente l’esempio di Mrs Somerville e della Royal Society e più avanti sarà la stessa scienziata a dire alla contessa di Lovelace che forse la scintilla celeste non era stata accorda al loro sesso: forse loro hanno altre capacità, ma il genio originale per la scienza, quello proprio è al di fuori della loro portata.

I problemi di salute, poi, si ripresentano più agguerriti che mai, al punto che l’unico sollievo dai dolori è ottenuto grazie al laudano. Questo però cura purtroppo solo i sintomi e non le cause e, ad ogni interruzione, la sofferenza torna più acuta di prima.

Il mese di Maggio 1851 è un mese straordinario per la rivoluzione industriale e Ada lo ricorda come il Giorno del Giudizio, riferendosi ad una intensa serie di eventi molto importanti e interessanti.

Per lei, però, è il giorno del giudizio anche in un altro senso perché pochi giorni dopo ha una forte emorragia. In Giugno due medici analizzano i suoi sintomi e concludono che ha sviluppato un tumore all’utero.

Anche il dottor Locock, suo medico curante, conduce un esame interno, e questo rivela che il collo dell’utero è coperto di lesioni cancerose. D’accordo con il marito William, però, decide di non dirlo a lei.

Ma i sintomi si aggravano, e con il passare del tempo le sue lettere indicano chiaramente che la donna sa di essere molto malata. Dalle lettere alla madre e ai figli dell’anno seguente traspare la consapevolezza di chi sa di stare per morire.

Negli ultimi mesi di vita, Ada soffre di dolori tremendi che neppure il laudano in dosi massicce riesce più a lenire. E a peggiorare le cose, si aggiunge un allontanamento emotivo dalla madre, l’aumento dei disaccordi tra Lady Annabelle Byron e William, e la preoccupazione per dei presunti debiti di gioco.

L’amico di una vita, Charles Babbage, viene nominato suo esecutore testamentario.

Il 19 Agosto 1852 Ada chiede ad un altro caro amico, Charles Dickens, di venire a leggerle la scena della morte del bambino di Dombey and Son. Dickens esce dalla sua stanza, colpito e commosso dal coraggio e dall’audacia di lei. È l’ultima persone non di famiglia, oltre agli amici e ai medici di Annabelle, a vederla viva.

Alla fine di Agosto, infatti, Lady Byron si è ormai trasferita al n.6 di Great Cumberland Place per occuparsi della figlia morente. Con il consenso di William assume il controllo della casa, manda via i domestici di Ada e li sostituisce con i propri e decide chi può farle visita e quali lettere leggerle. Una delle sue prime decisioni è vietare l’accesso a Babbage. Lui e Ada non si rivedranno mai più.

Le sofferenze continuano per quasi altri tre mesi e il 27 novembre 1852 Ada Byron King, contessa di Lovelace, muore nel suo letto di cancro all’utero all’età di trentasei anni.

Nei suoi ultimi istanti, chiede a William di provvedere alla sua sepoltura accanto al padre: quell’illustre padre che non ha mai conosciuto in vita ma che è ora il suo compagno nella morte.

Il 3 dicembre viene sepolta e sua madre, Lady Byron, non partecipa al suo funerale.

Per quasi vent’anni dopo la morte della sua collaboratrice più fedele, Charles Babbage continua a lavorare sui calcolatori che tanto avevano catturato l’immaginazione di lei.

Sta ancora migliorando i progetti per la Macchina Analitica quando, a quasi ottant’anni, muore il 18 ottobre 1871, dopo una breve malattia. Non realizzerà mai nessuna delle sue due macchine.

Conclusione

Ok. Termina così il racconto della vita di Ada, nonché il secondo episodio di questa serie. Il finale è un po’ pesante lo so… registrarlo non è stato semplice.

Nel prossimo, comunque, quello conclusivo, analizzeremo le parti più interessanti contenute nel Memoir.

Io ringrazio tantissimo gli amici che hanno prestato la loro voce: - e Alex Raccuglia che ormai dovresti conoscere sia come podcaster che come amico di Pensieri in codice, nella parte di Charles Babbage, tratto sempre da Ada, the enchantress of numbers. - Chiara Virgili del podcast Dannati Architetti nella parte di Ada, in una prima citazione tratta da L’incantatrice di numeri e poi da Ada, the enchantress of numbers.

I link ai libri citati li trovi in descrizione.

Ringrazio sempre i sostenitori fissi del podcast che sono Edoardo e Carlo e ti ricordo che sul sito sito pensieriincodice.it trovi tutte le informazioni sul progetto, come contribuire, i partner, ecc.

Oggi non ho troppa voglia di ripetere tutta la pappardella, quindi do appuntamento al prossimo e episodio e ti ricordo che un informatico risolve problemi, a volte anche usando il computer.


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